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IL COMITATO NO GUERRA NO NATO (CNGNN)

Il Comitato No Guerra No Nato (CNGNN) nasce dall’appello su Change.org, sostenuto da oltre 37.000 persone “Sostieni la campagna per l’uscita dell’Italia dalla NATO – pour une Italie neutre” che ha l’obiettivo di portare l’Italia fuori dal sistema di guerra e attuare e far rispettare l’Articolo 11 della Costituzione Italiana.

Tra i primi firmatari Manlio Dinucci, Giulietto Chiesa, Franco Cardini, Alex Zanotelli, Gianni Minà, Vauro, Ascanio Celestini e moltissimi altri.

L’adesione al nostro Comitato è su base individuale.

Il CNGNN ha dato vita a gruppi locali in molte aree d’Italia, che da tempo promuovono molteplici iniziative.

Tra le iniziative più importanti a livello locale e europeo:

  • la promozione di mozioni nei consigli comunali e regionali per il rispetto del Trattato ONU di Non-proliferazione delle armi nucleari già ratificato dal nostro Stato nel 1975 e finora disatteso per sudditanza al Trattato militare Nato;
  • il sostegno alla campagna per la ratifica dell’Italia al Trattato ONU per l’Interdizione delle Armi Nucleari approvato 2 anni fa da 113 paesi e non dall’Italia, anche stavolta dietro ordine Nato;
  • la campagna contro l’installazione delle nuove bombe nucleari statunitensi B61-12 in Europa;
  • la partecipazione a molteplici reti e campagne internazionali; la produzione di materiali video e pubblicazioni;
  • la partecipazione ai festival editoriali con la promozione di libri contro le guerre.

Dans 2018 il Comitato ha dato vita all’Associazione di promozione sociale “Pour un monde sans guerres” con l’obiettivo di favorire in ogni modo possibile il diffondersi di una cultura non solo pacifista, ma più precisamente contro ogni forma di guerra compresa quella cosiddettaumanitaria”.

Assieme a Global Research Canada, il CNGNN ha dato vita alla Conferenza Internazionale “70 Anni di Nato: Quale Bilancio Storico? Uscire dal Sistema di Guerra, Ora.”, svoltasi il 7 avril 2019 al Cinema Teatro Odeon di Firenze, alla quale hanno partecipato o mandato contributi relatori quali Michel Chossudovsky, Manlio Dinucci, Zivadin Jovanovic, Vladimir Kozin, Alex Zanotelli, Franco Cardini, Giulietto Chiesa, Paul Craig Roberts, Diana Johnston, Jean Bricmont, Mikhail Gorbaciov, e molti altri.

Dalla Conferenza è nata la Dichiarazione di Firenze, per un fronte internazionale NATO EXIT.

GLOBAL RESEARCH CANADA

Le Centre de recherche sur la mondialisation (Centro di ricerca sulla globalizzazione) (CRG) è un centro indipendente di ricerca e organizzazione a Montreal. La CRG è un’organizzazione no-profit registrata nella provincia del Quebec, in Canada. Aussi, il Centro è coinvolto nella pubblicazione di libri, nel sostegno a progetti umanitari e in attività educative di divulgazione, compresa l’organizzazione di conferenze pubbliche e conferenze. Il Centro funge anche da think tank su questioni economiche e geopolitiche cruciali. Il sito Web di Global Research all’indirizzo www.globalresearch.ca pubblica articoli di notizie, commenti, ricerche di base e analisi su una vasta gamma di questioni, concentrandosi su questioni sociali, politiche, economiche, culturali, strategiche e ambientali.

Michel Chossudovsky è un autore pluripremiato, Professore di Economia (emerito) allUniversità di Ottawa, fondatore e direttore del Centre for Research on Globalization (CRG), Montreal, editore di Global Research. Ha insegnato come visiting professor in Europa, nel Sud-est Asiatico, in America Latina. Consulente per governi di paesi di secondo sviluppo e di diverse organizzazioni internazionali. Autore di 11 libri tra cuiThe Globalization of Poverty and The New World Order” (2003), “America’s “War on Terrorism” (2005), “The Global Economic Crisis, The Great Depression of the Twenty-first Century” (2009) (Editore), “Vers un scénario de la troisième guerre mondiale: The Dangers of Nuclear War” (2011), “The Globalization of War, America’s Long War against Humanity” (2015). E’ un contributore della Encyclopaedia Britannica. I suoi scritti sono pubblicati in più di 20 lingue. Dans 2014, ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Merito della Repubblica di Serbia per i suoi scritti sulla guerra di aggressione della NATO contro la Jugoslavia.

 
 
 
 
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