Accélérer la course au nucléaire

Course nucléaire
Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, all’inaugurazione della base missilistica Usa in Romania nel maggio 2016

Manlio Dinucci (l'affiche, 13 juillet 2021)

Début des travaux d'installation du système Aegis Ashore sur la base de Redzikowo en Pologne, avec une dépense de plus 180 Des millions de dollars. Sarà la seconda base missilistica Usa in Europa, dopo quella di Deveselu in Romania divenuta operativa nel 2015. La funzione ufficiale di queste basi è proteggere, con lo «scudo» dei missili intercettori SM-3, le forze Usa in Europa e quelle degli alleati europei della Nato dalle «attuali ed emergenti minacce di missili balistici provenienti dall’esterno dell’area Euro-Atlantica».

Alle due installazioni terrestri si aggiungono quattro navi dotate dello stesso sistema Aegis, cette, dislocate dalla U.S. Navy nella base spagnola di Rota, incrociano nel Mediterraneo, Mar Nero e Mar Baltico. La US Navy ha circa 120 cacciatorpediniere e incrociatori armati di questo sistema missilistico.

Sia le navi che le installazioni terrestri Aegis sono dotate di lanciatori verticali Mk 41 della Lockheed Martin: tubi verticali (nel corpo della nave o in un bunker sotterraneo) da cui vengono lanciati i missili. La stessa Lockheed Martin, illustrandone le caratteristiche tecniche, documenta che esso può lanciare missili per tutte le missioni: anti-missile, anti-aereo, anti-nave, anti-sottomarino e di attacco contro obiettivi terrestri. Ogni tubo di lancio è adattabile a qualsiasi missile, tra cui «quelli per l’attacco a lungo raggio», compreso il missile da crociera Tomahawk. Esso può essere armato anche di testata nucleare.

Non si può quindi sapere quali missili vi siano realmente nei lanciatori verticali della base Aegis Ashore in Romania e quali saranno installati in quella in Polonia. Né quali missili vi siano a bordo delle navi che incrociano ai limiti delle acque territoriali russe. Non potendo controllare, Mosca dà per scontato che vi siano anche missili da attacco nucleare. Stesso scenario in Asia Orientale, dove navi da guerra Aegis della Settima Flotta incrociano nel Mar Cinese Meridionale. Anche i principali alleati Usa nella regione – Giappone, Corea del Sud, Australia – hanno navi dotate del sistema Usa Aegis.

Questo non è l’unico sistema missilistico che gli Usa stanno schierando in Europa e in Asia. Dans son discours à la George Washington School of Media and Public Affairs, il generale McConville, Chef d'état-major de l'armée des États-Unis, ha dichiarato lo scorso marzo che lo US Army sta preparando una «task force» dotata di «capacità di fuoco di precisione a lungo raggio che può arrivare ovunque, composé de missiles hypersoniques, missiles à moyenne portée, missiles pour des attaques de précision »et que« ces systèmes sont capables de pénétrer dans l’espace du barrage antiaérien ». Il generale ha precisato che «prevediamo di schierare una di queste task force in Europa e probabilmente due nel Pacifico».

Dans une telle situation, non c’è da stupirsi che la Russia stia accelerando lo schieramento di nuovi missili intercontinentali, con testate nucleari che, dopo la traiettoria balistica, planano per migliaia di km a velocità ipersonica.  Né c’è da stupirsi della notizia, pubblicata dal Washington Post, che ha Cina sta costruendo oltre cento nuovi silos per missili balistici intercontinentali a testata nucleare. La corsa agli armamenti si svolge non tanto sul piano quantitativo (nombre et puissance des ogives nucléaires) quanto su quello qualitativo (la vitesse, capacité de pénétration et localisation géographique des vecteurs nucléaires). La réponse, en cas d'attaque ou de suspicion, est de plus en plus confiée à l'intelligence artificielle, che deve decidere il lancio dei missili nucleari in pochi secondi. Aumenta la possibilità di una guerra nucleare per errore, risqué à plusieurs reprises pendant la guerre froide.

Il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, adottato dalle Nazioni Unite nel 2017 ed entrato in vigore nel 2021, è stato finora firmato da 86 Stati e ratificato da 54. Nessuno dei 30 paesi della Nato e dei 27 della Ue l’ha ratificato e neppure firmato. In Europa vi hanno aderito solo Austria, Irlande, Malta, San Marino e Santa Sede. Nessuno dei nove paesi nucleari – Stati uniti, Russie, France, Grande Bretagne, Israël, Chine, Pakistan, Inde, Nord Corea – l’ha ratificato e neppure firmato.

(l'affiche, 13 juillet 2021)

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