GUERRA DEL GAS: LA MANCATA POLITICA ENERGETICA SOVRANA DELL’ITALIA

Manlio Dinucci

Byoblu, 23 settembre 2020

Continuano nel Mediterraneo Orientale le tensioni militari tra la Grecia e la Turchia, due paesi facenti parte della NATO. Nell’area, dove sono stati scoperti giacimenti di gas naturale, gli Stati Uniti hanno schierato il cacciatorpediniere Churchill, capace di lanciare quasi 100 missili da crociera anche a testata nucleare. A poca distanza, nel Mar Nero, a ridosso delle acque territoriali russe, è presente l’unità gemella  Roosevelt della marina statunitense.

Il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, il 20 marzo 2019, ha presenziato  all’accordo tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu, l’allora premier greco Alexis Tsipras e il presidente cipriota Nikos Anastasiadis per realizzare l’EastMed, un gasdotto progettato per portare in Europa il gas del Mediterraneo orientale.

Secondo il giornalista Manlio Dinuci, esperto di geopolitica, la strategia degli Stati Uniti è chiara: “Ridurre e infine bloccare le esportazioni russe di gas in Europa, sostituendole con il gas fornito o comunque controllato dagli Usa. A tal fine Washington ha bloccato nel 2014 il SouthStream, il condotto che attraverso il Mar Nero avrebbe portato il gas russo in Italia e altri Stati dell’Unione Europea, e tenta adesso di fare lo stesso con il TurkStream che, attraverso il Mar Nero, porta il gas russo nella piccola parte europea della Turchia, con l’obiettivo di farlo arrivare in Europa”.

In questo scenario, secondo Dinucci, l’Italia ha assunto una posizione subalterna, mentre avrebbe bisogno di una politica energetica sovrana.